| Allura...questa fanfiction la volevo usare per un contest ma di questo contest non si è saputo più nulla...quindi pensavo di mettere la mia creazione sul forum di lele-chan e magike.sory^^ spero che vi piaccia anche se non è il massimo...
 Come può una ragazza dal carattere orgoglioso e riservato che non riesce ad innamorarsi anzi che non vuole innamorarsi a trovare il suo amore da un suo compagno tutto l’opposto di lei?Il loro è un amore impossibile ma nonostante tutto l’impossibile diventa possibile…come il freddo e il caldo possono andare d’accordo… Beatrice è una giovane adolescente di diciassette anni racchiusa in un meraviglioso corpo di una dea greca scolpita nel duro marmo ma per quanto può essere duro è fragile come la porcellana.Ha un viso piccolo a cuoricino con incastonati degli occhi celesti ma,nonostante quanto siano belli sono prive di emozioni come lei…i capelli rosso ambrato le accarezzano le sottili spalle susseguiti da braccia perfette con le mani ben curate. Il suo passo elegante sembra tutta una danza fatta di grazia,cosa che rispecchia la sua personalità e i suoi movimenti. Ha un carattere introverso che le da’ un velo di mistero,cosa che affascina qualunque giovane uomo. E’ fredda e distaccata con i suoi coetanei,che vedendola da questo punto le danno una maschera di ragazza dura fuori…ma dentro,per chi non la conosce è la dolcezza,la generosità in verbo,umana Beatrice,dietro questo nome comune si nasconde una giovane donna perfetta,una giovane matura vampira…
Alex,il suo nome intero darebbe un senso di durezza,potenza ma lui non si definisce né duro né potente,lui vuole sembrare più umano possibile,un comune mortale che ha voglia di vita che ha voglia di sorridere ogni giorno che gli rimane. Egli è molto apprezzato dalle ragazze,per il suo fisico e per il suo modo estroverso. Ha il corpo di un atleta dalla pelle color sabbia.Il viso smunto con due occhi verde smeraldo che danno un senso di sicurezza a qualsiasi persona;sanno essere gentili ma possono essere taglienti come lame,quando vogliono.I capelli sono una cascata di riccioli dorati che si avvicinano al castano scuro. Lui invece,rispetto a Beatrice,è aperto,amichevole con tutti tranne una persona che odia oltre per il suo modo distaccato ma anche per le sue origini vampiriche,cosa che odiano tutti i suoi simili ovvero i licantropi…
Capitolo 1(raccontato da Beatrice) Il sole splende alto nel cielo senza nessuno nuvola che lo copre.Una bella giornata per tutti ma non per me.Io odio quello che per gli umani è bello,soprattutto lo odio perché non mi piace che i raggi del sole sfiorino la mia candida pelle che adoro. Scendo dalla mia Bugatti con gli occhiali da sole al loro posto e con la mia cartella sulle spalle. Attraverso il marciapiede che mi collega alla scuola attirando gli sguardi di tutti.Mi sento come al primo giorno di scuola quando mi ero appena trasferita dalla Francia alla calda Chicago e non ho ancora capito il motivo di quella scelta…Mi chiedo che cosa hanno da guardarsi. Sento dei passi esitanti che mi si avvicinano…Oh!No,un altro scocciatore…ce ne sono tre o cinquecento che mi rompono ogni giorno…finiamo subito va’. -B-beatrice…-pronuncia il mio nome con timore,mi volto e dico la solita nenia:-Mi dispiace ma non sono disponibile,riprova poi- giro i tacchi e vado spedita verso l’entrata della scuola lasciando il ragazzo depresso.Lo faccio per il suo bene,se non vuole finire nelle zanne del leone è meglio che scappi… Aula terza C,questa stanza non è mai cambiata negli ultimi anni neanche la mobilia…e neanche i professori. Mi accomodo al mio posto all’ultimo banco mettendo il materiale sul tavolo,poi guardo l’orologio appesa alla parete e vedo che sono segnate otto meno dieci.Ho il tempo di concedermi la lettura delle ultime pagine di ragione e sentimento.Mi calo nella parte del”sentimento”quando decide di sposare il Colonnello Brandon ma in quel momento sento voci fin troppo entusiaste alla porta. E’ quello stupido Alex accompagnato dalle sue oche. -Vai a fare il playboy da un’altra parte cane bastardo!-gli urlo ma senza alzare lo sguardo,non ne vale la pena per uno come lui. Lui mi risponde:-Non mi rompere già al mattino sanguisuga!-e mostra il suo sorriso tirato alle ragazze che sono sul ciglio della porta. Prima o poi lo seppellirò insieme ai suoi simili… Finalmente quelle oche se ne sono andate,tralasciando qualche ciao Alex mon amour dicendolo pure sbagliato…che brutto sentire queste cose in presenza di una(vampira)francese. -La prossima volta porta da qualche altra parte il tuo pascolo- -Ironica già al mattino sanguisuga?- Non rispondo,non ho voglia di parlare con un cane,sarebbe troppo stupido. Avverto che mi si sta avvicinando. -Che cosa leggi?-poi si abbassa per cercare di leggere il titolo che copro con le dita. Allora le scosta-Ragione e sentimento?!Mio dio ma perché leggi questi vecchi libri,non potresti essere come un qualsiasi umano?- Sbatto il libro su banco con violenza.Mi surriscaldo al solo sentire pronunciare la parola umano o uomo… -Ti sembro umana?!Io odio gli esseri umani,odio chi cerca di essere come loro,ad esempio te,io ti odio-e gli conficco un dito sul petto dove sta il cuore-che cerchi di nascondere al tua vera natura ,per sembrare uno stupido uomo!-sta zitto. -La prossima volta non mi paragonare più ad un inutile essere umano,io non sono come loro,io non faccio niente di quello che fanno!-e mi risiedo ma Alex me lo impedisce tenendomi per un polso. -Lasciami cane!-gli urlo contro.Incrocio il suo sguardo che è arrabbiato ma non lo vuole darlo a vedere.Allora mi scaraventa per terra,sbatto la testa contro il solido muro,cerco di protestare ma…le sue labbra sono sulle mie,sono morbide,calde,un caldo che ho già provato in passato…ma perché? Si stacca pronunciando una frase-Questa è una cosa umana che tu hai provato…questa sarà la prima cosa umana che hai provato ma stai tranquilla che ce ne saranno altre-una minaccia…mi ha minacciata…non riesco a ribattere perché le lacrime cominciano a solcare il mio viso fiero ed orgoglioso,un orgoglio che si è frantumato pochi secondi fa. Cerco di sedermi sulla sedia,allungo le braccia per poi richiuderle come per fare un cuscino per la mia testa e ricomincio a far sgorgare lacrime su lacrime…ma perché ha fatto una cosa del genere,una cosa che odia pure lui…baciare un vampiro….
Le lezioni trascorrevano velocemente quando all’improvviso un senso di vomito,pesantezza sia sulla testa che sullo stomaco mi assale,cerco di non farci caso ma peggiora ogni secondo che passa.Allora alzo la mano. -Si signorina Hithcock Godeliève?-mi volto e incrocio lo sguardo di lui.MI rivolto verso il professore. -Professore,non mi sento bene,sarebbe così gentile da lasciarmi andare in infermeria?-io e il cagnaccio chiediamo contemporaneamente la stessa cosa. L’insegnante di storia rimane sorpreso,reazione che ho anch’io,poi si riprende e ci lascia andare. Io esco per prima seguita poi dal licantropo.Lui va a destra,io a sinistra perchè devo andare un attimo in bagno. Spingo la porta dei servizi,non c’è nessuno. Il senso di nausea mi assale diventando sempre più pesante,allora mi avvicino al rubinetto e abbasso al testa. Vomito qualcosa di rosso… “E’ sangue!” Apro tutti e due i rubinetti per far uscire l’acqua che avrebbe portato via quel liquido rossastro che man mano diventa sempre più chiaro. Esco dal bagno scioccata.Questa cosa non mi è mai capitata. Mi dirigo all’infermeria,apro la porta e mi assale un odore di ospedale. Mi si presenta davanti la infermiera della scuola,una signorina di ventisette anni,giovane e fresca appena uscita dall’università.Una giovane donna tipica che veste elegante,cioè rossetto rosso fiammante,scarpe con tacchi a spillo nere e lucide,gonna che le arriva alle ginocchia con camicetta di seta scollata fino al terzo bottone…bionda ovviamente con occhi azzurri come i miei. Lei oltre a essere la dottoressa della scuola è anche la professoressa di biologia. -Signorina Godeliève le posso essere utile?-ha la voce sensuale anche con le ragazze. -Non mi sento molto bene posso riposarmi un po’ in infermeria?Se vuole le faccio vedere il permesso-e mostro il foglietto che mi ha dato l’insegnante prima che uscissi. Lo guarda attentamente. -Vai pure vicino al tuo compagno di classe-e mi indica un tipo che riconoscerei tra mille ragazzi…il cane. Mi distendo sul lettino come se niente fosse.Mi giro sul lato dove c’è lui.Non sta dormendo,si vede anche se ha gli occhi chiusi.Vorrei fargli una domanda:”Per quale motivo mi hai baciata contro la tua volontà?” Dopo qualche minuto sento la campanella suonare e l’ insegnante che esce sbattendo la porta. Aspetto finchè i passi dell’insegnante diventano meno udibili. -Eh,cane!-lo scuoto un po’ ma,non apre gli occhi.Sbuffo e lo informo-Lo so che sei sveglio!-e non mi considera. Allora lo butto giù dal letto con una mano sola…adesso sì che è sveglio. -Ahi!Ma sei deficiente?Mi hai fatto male!- non lo guardo e faccio finta di guardarmi le unghie. -Non c’era altro modo per”svegliarti”-e faccio le virgolette con le mani. Vedo che si rialza con lo sguardo imbronciato. -Che vuoi?-me lo domanda con tono brusco,ma non ci faccio caso. -Perché mi hai baciata,razzo di cane?-e indico le mie labbra fredde come il ghiaccio. -Non c’è motivo…solamente volevo vederti star male…guardare le tue lacrime scendere come una fontana come una bambina indifesa,non volevo rivedere quello sguardo orgoglioso e senza emozioni disegnato sul tuo viso- me lo dice senza timore.Alex è l’unico essere umano o non umano che riesce a tenermi testa. -Che stupido modo!-borbotto tra me e me sogghignando. Con quella conversazione non abbiamo più parlato.Siamo rimasti lì fino alla sera,verso le sette.
Risento il vomito che avverte pure il cane.Ci mettiamo la mano davanti e corriamo verso il rubinetto che c’è nella stanza. Non rigurgitiamo niente.Ci fissiamo…poi la vista mi si annebbia,noto qualcosa di confuso ma penso che anche lui sta come me.Cadiamo svenuti.
Ci risvegliamo a notte fonda.Io prima ovviamente. Mezza addormentata fisso il mio corpo che giace per terra,ancora non comprendo ma poi…lancio un grido che fa ravvivare il mio corpo. -Ah!Che è successo?-Non rispondo ma glia faccio una domanda senza senso:-Ma tu chi sei?- -Sono Alex ovviamente-e sorride,ma il suo sorriso si spegne non appena senta la sua voce diventata femminile.Si spaventa e comincia a toccarsi dappertutto(pure il mio seno).Gli mollo uno schiaffo. -Non toccare più da quella parte,maniaco!- -Ahia!Mi hai fatto male!-si lamenta.Lo lascio stare,devo ragionare sulla situazione e trovare un rimedio. Mi metto sulla massima concentrazione,riavvolgo tutto dall’inizio,dal bacio al…IL BACIO!E’ colpa di quel bacio se ci troviamo in questa situazione… Vedo Alex che si sta massaggiando la testa dal colpo di prima,come dargli torto,lo so pure io che non ho la mano leggera. -Cagnaccio!-ringhio come non ho mai fatto prima.Mi guarda male. -Che vuoi?-mi domanda,allora indico le labbra –E’ colpa di quello che hai fatto alle mie labbra se siamo in questa situazione-cerco di restare calma,uno di noi due deve esserlo. Aggrotta le sopraciglia –Stai scherzando?Trova un’altra scusa più credibile- “E’ senza speranza” -Allora come mi spieghi che dopo avermi baciato ci siamo sentiti male?- Annuisce -Hai ragione,quindi al momento del contatto ci siamo trasferiti i corpi?- -Sì- -E per ritornare come eravamo prima come si fa?- Faccio spallucce-E io che ne so- e intanto fisso fuori.E’ notte fonda con la luna che regna austera nell’immenso cielo notturno.Che bello quando cala la sera,è così… “…Affascinante”l’ultima parola la sussurro. -Cosa è affascinante?-mi chiede con il mio viso vicino al suo.-La luna-e sorrido,il primo sorriso che faccio. -Va be’,sono le dieci- dico fissando l’orologio che sul suo polso-Andiamo a casa prima che qualcuno scopra che siamo nella scuola-e faccio per alzarmi. -E per la soluzione?-mi guardo speranzoso. -Lo troveremo,per adesso si rimane che tu conduci al mia vita e io al tua- -Okay-un okay detto con poca convinzione ma non ha nessuna altra scelta. Apro la porta dell’infermeria,un silenzio di tomba.Non ho mai vista la scuola così,tutte le mattine c’è sempre chiasso. Corriamo verso l’ingresso e non capisco il motivo di quella fretta. -Il portone è chiuso- Mi guardo intorno e noto una finestra spalancata dimenticata aperta(e poi dicono al telegiornale come fanno i ragazzini a rovinare la scuola di notte con le porte tutte chiuse…). Scavalco con agilità seguita poi da Alex.Mi dirigo con passo deciso al parcheggio,precisiamo verso la mia Bugatti.Ma quel cane mi prende per un braccio che scanso con forza -Che vuoi?-chiedo irritata. -Se devo condurre la tua vita è compresa pure la tua bella Bugatti-e sfiora con un dito il contorno della macchinina,gliela tolgo con la stessa violenza di prima.Sogghigna… -Sbrigati prima che cambi idea-concludo infine.Sorride soddisfatto e mi tende un palmo. -Le chiavi- -Sono nella tasca del giubbotto di pelle-e indico il punto preciso in cui si trova con malavoglia. -Tieni le mie di chiavi-e me le da’ con tanto voglia…cosa mi attenderà nel suo inferno peloso? Mentre vado verso al sua BMW gli grido che non so dove abita e lui mi risponde altrettanto,mi metto a ridere. -Via delle Rose Scarlate- rispondo.Lui invece abita in via dei Mulini,almeno è in centro… Salgo e accendo il motore accompagnato dalla musica dei Simple Plane. Faccio retromarcia…vedo che quel cane è già partito spedito con la mia Bugatti.
Chi sei?Una signora molto bella dalla carnagione scura mi sfiora il viso con delicatezza sorridendo…affetto,il sentimento che prova si chiama affetto,ma perché mi sfiora se io non la conosco?Edited by millenear - 23/11/2008, 21:58Mi alzai e sistemai i capelli con un gesto veloce delle mani. Guardai per un'ultima volta la Luna e dissi: "Fine del cinquecentesimo atto,mia Regina" abbassai lo sguardo verso l'orizzonte ed accompagnai quel saluto con un inchino,uscendo dalle scene scomparendo nell'oscurità,come mio solito fare...Tratto dal mio racconto "Afrodite May" 

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